Una delle poche cose, anzi forse la sola ch'io sapessi di certo era questa:
che mi chiamavo Mattia Pascal. E me ne approfittavo. Ogni qual volta
qualcuno de' miei amici o conoscenti dimostrava d'aver perduto il senno
fino al punto di venire da me per qualche consiglio o suggerimento, mi
stringevo nelle spalle, socchiudevo gli occhi e gli rispondevo:

— Io mi chiamo Mattia Pascal.

— Grazie, caro. Questo lo so.

— E ti par poco?

Non pareva poco, per dire la verità, neanche a me. Ma fino allo scorso
anno mi accadeva spesso di farmi prestare il mio nome e il mio cognome,
come oggetti di cui altri sentisse il bisogno: a un povero diavolo che
avesse voluto presentarsi sotto altre apparenze, a una donna che si
trovasse imbarazzata nel ricevere qualcuno, a un ragazzo che desiderasse
darsi importanza. E io prestavo il nome di buona voglia, sebbene non
ne ricavassi alcun vantaggio diretto.
