In Africa Occidentale, dove vivo, ci sono 60 milioni di piccoli agricoltori. I piccoli agricoltori sono la categoria più ampia a vivere con meno di due dollari al giorno. Molti soffrono la fame ogni anno perché i raccolti non sono sufficienti. I sussidi governativi, che potrebbero ammontare a 90 milioni l’anno per Paese, non soddisfano la domanda e spesso sono destinati alle aziende più grandi o agli agricoltori uomini, nonostante la colonna portante dell’agricoltura in Africa siano le donne. Malgrado gli investimenti, la resa per ettaro non ha aumenti significativi da oltre 40 anni. 
I piccoli agricoltori traggono il grosso dei loro guadagni durante il raccolto, ma poi, nove mesi dopo, alla semina, si trovano di nuovo senza contanti. L’idea prevalente è che gli agricoltori abbiano bisogno di sovvenzioni, sussidi o prestiti per poter investire nelle loro aziende. Ma abbiamo fatto una scoperta sorprendente: il problema fondamentale non è che gli agricoltori non hanno denaro contante, è che non ne hanno quando ne hanno bisogno. 
Ho scoperto questo paradosso nel 2008, lavorando nel microcredito. Gli agricoltori mi chiedevano cose come “Posso sovrarimborsare questo prestito per quello dell’anno prossimo?” o “Ehi, posso rimborsare il prestito con un anno di anticipo?” Si esprimevano con il linguaggio del credito, ma ciò che stavano descrivendo era l’esigenza di risparmiare. Ma gli agricoltori hanno davvero denaro da risparmiare? Davvero chi vive con meno di due dollari al giorno ha denaro da risparmiare? 
A quanto pare sì, solo con incrementi molto ridotti. Se al mercato locale vendono qualche uovo per un dollaro, o una capra per 10, o lavorano all’azienda di qualcun altro, col tempo, si può immaginare come quei guadagni si sommino. Ma molti agricoltori vivono lontano dalle banche, perciò portano quei soldi con sé o li nascondono in casa, dove c’è pericolo di furto, incendi, perfino inondazioni. E anche senza quei rischi, avere denaro in casa è allettante, tenersi stretto il denaro è difficile. Inoltre, a volte, la cosa più saggia sarebbe spenderlo. 
Quindi, per gli agricoltori, il vero problema è la mancanza di un posto sicuro per conservare il denaro. E, potendo risparmiare, potrebbero comprare il necessario per rendere le loro aziende più produttive e resilienti al cambiamento climatico, un problema da 100 miliardi di dollari l’anno nell’Africa Subsahariana. Setou, una coltivatrice  di arachidi in Mali, ha dovuto gestire una sfida simile. Quando ci siamo conosciute, nel 2014, era sopraffatta: il cambiamento climatico danneggiava i suoi raccolti, e al momento della semina non poteva permettersi di noleggiare una mucca per arare i campi, figuriamoci comprare sementi migliori e fertilizzante. Ma abbiamo pensato che avrebbe potuto risparmiare per ciò che le serviva se avesse avuto un posto sicuro. La nostra no-profit, myAgro, aiuta  gli agricoltori di Mali, Senegal, Tanzania a risparmiare, gradualmente, per le sementi migliorate e i fertilizzanti di cui hanno bisogno, tutte cose che, messe assieme, aiutano a migliorare i raccolti e generano il triplo del ritorno sull’investimento. 
Ecco come funziona il programma: iniziamo a lavorare con un giovane imprenditore, come Demba. Gli forniamo uno smartphone e la nostra app, myAgro Connect, per permettergli di gestire il territorio di vendita. Al momento del raccolto, Demba chiede agli agricoltori del suo villaggio se vogliono abbonarsi al pacchetto myAgro per migliorare il raccolto ed i guadagni. Abbonandosi, un agricoltore può pagare gradualmente nell’arco di 9 mesi. Per riscuotere i pagamenti dei risparmi, il metodo è lo stesso che si usa per acquistare i minuti prepagati sul cellulare. È semplicissimo: si compra una card da grattare, si gratta il retro e appare un codice univoco, che si invia tramite messaggio per convalidare il pagamento. Con la stessa tecnologia aiutiamo gli agricoltori a risparmiare per la semina, e visto che gli agricoltori ne conoscono il funzionamento la reputano affidabile e la usano correttamente. Inoltre, è molto più trasparente dei metodi tradizionali, cioè, in genere, consegnare i soldi a un agente, senza ricevuta. Tramite la piattaforma sappiamo esattamente chi effettua un pagamento, quando, e quanto denaro dobbiamo ricevere dall’imprenditore del villaggio. Gli agricoltori possono anche pagare in denaro mobile, se ne hanno. 
Gli agricoltori riescono a risparmiare con gioia. Spesso conservano le card grattate e le guardano con stupore e orgoglio per quanto sono riusciti a risparmiare nel tempo. È trasparente, conveniente e senza stress. Sentiamo, da quanto la vostra banca non vi dà questa gioia? 
(Risate) 
(Applausi) 
Progettare... 
(Applausi) 
Progettare un piano di risparmio simile ha facilitato soprattutto le donne. Apprezzano l’accesso democratico a sementi e fertilizzante, e la cadenza di risparmio corrisponde alle piccole quantità di denaro che guadagnano ogni settimana ai mercati locali. In una regione dove il 20% delle donne ha un conto in banca, il 60% degli agricoltori myAgro è composto da donne. Nel 2021, l’agricoltore myAgro medio ha coltivato il doppio del cibo degli agricoltori non affiliati a myAgro nella stessa zona. Si traduce in un aumento di guadagno di 200 dollari netti. Questo, per un agricoltore che vive con 1,50 dollari al giorno, è un aumento del 35%. Ed espandendo il potere d’acquisto dei piccoli agricoltori, anche le prospettive finanziarie di giovani imprenditori come Dembe  crescono. Prima di myAgro, lui se la cavava vendendo beni in proprio, ma ora, vendendo sementi e fertilizzante alla sua comunità con il modello myAgro, prospera. Ha comprato due congelatori per espandere l’attività e sogna di costruire una casa per la sua famiglia. L’anno scorso, Dembe ha assistito 400 agricoltori del suo villaggio. Un modello finalizzato al risparmio ha molti benefici: per gli agricoltori, è affidabile e senza stress. Per l’organizzazione, significa evitare raccolte di grandi somme di capitale di esercizio ogni anno, bensì, sbloccare il capitale direttamente dagli agricoltori. E offrendo agli agricoltori un modo fidato e trasparente per risparmiare il loro denaro, si rompe il ciclo di povertà per le loro famiglie e si inizia un ciclo di investimento e crescita. 
Intanto, Setou ha trasformato la propria vita, tutto grazie al potere dei suoi risparmi e dell’agricoltura. Nel 2014, ha deciso di provare myAgro e ha seminato con noi un quarto della sua piantagione di arachidi. Ogni anno, con l’aumento dei guadagni, ne reinvestiva una parte per costruire le proprie risorse. Oggi possiede 10 mucche, che affitta ai vicini per avere ulteriori introiti. 
(Applausi) 
L’anno scorso, ha seminato la sua intera piantagione di un ettaro con myAgro. Con i profitti è riuscita a far trasferire la famiglia dal loro monolocale... a questa. 
(Applausi) 
E la generazione successiva beneficerà degli investimenti intelligenti di Setou. Quando questo progetto si espanderà, sarà rivoluzionario. Oggi assistiamo oltre 100.000 agricoltori e, investendo in dati e tecnologia, la nostra ambizione è raggiungere un milione di agricoltori nei prossimi 5 anni. 
(Applausi) 
Crediamo di poter utilizzare il potere dei risparmi degli agricoltori per ridurre sensibilmente povertà e fame in Africa Occidentale. È il momento di un approccio incentrato sul risparmio contro la povertà degli agricoltori. 
Grazie. 
(Applausi) 
