In una radura del Texas meridionale, le storie degli esemplari di quattro specie diverse si intrecciano. Il primo è una formica tagliafoglie che presto diventerà regina. Essa inghiotte un pezzo di fungo, il nostro secondo protagonista. Poi, ci sono dei piccoli scarafaggi che si annidano nelle ali della formica. Il quarto personaggio è una minaccia per tutti loro, ma lo conosceremo dopo. 
Sbattendo le ali freneticamente, la nostra formica si libra nel cielo. Poiché questa è l’unica occasione che avrà per accoppiarsi, accumula quanto più sperma possibile dagli esemplari maschi che incontra. Dopo essere tornata a terra, si disfa delle ali e inizia a scavare. Scava un tunnel e una cavità laterale, poi tappa l’ingresso, chiudendosi dentro. Qui la formica rigurgita il fungo. Su questo rigurgito verranno poste le fondamenta del suo regno. Nelle settimane seguenti, mentre depone le uova e consuma quelle infeconde, si prende cura del giardino di funghi che sta crescendo, fertilizzandolo con le sue feci. 
A questo punto, le uova si schiudono e la prole inizia a organizzarsi. Le formiche soldato sorvegliano il nido mentre quelle foraggere cercano le foglie. Le foraggere più grandi, avendo una mandibola forte, si aggrappano alle foglie e le tagliano a grandi morsi. Trasportando questi pezzi di foglia, che possono pesare più di otto volte la loro massa corporea, le formiche operaie tornano al nido. Nel mentre, le formiche più piccole puliscono i frammenti di foglie dalla sporcizia e dagli agenti patogeni. 
Non sarà la colonia a cibarsi di queste foglie. Al contrario, le formiche le usano per nutrire il loro fungo, il quale, a sua volta, nutre la colonia. Le formiche tagliafoglie addomesticarono questo fungo più di 10 milioni di anni fa. Come per molte altre colture, il fungo che coltivano è geneticamente diverso rispetto ai suoi parenti selvatici e non riesce più a sopravvivere senza l’aiuto di questi insetti. In cambio, il fungo fornisce alle formiche un amminoacido essenziale e gli enzimi digestivi che non possiedono più. Una volta tornate al nido con il loro bottino, le formiche frantumano le foglie rendendole più facili da consumare per il fungo. 
Nei mesi seguenti, le formiche foraggere lavorano instancabilmente. Scavano migliaia di percorsi, percorrendo centinaia di metri. Ognuno di questi viene impregnato dell’odore dei feromoni delle formiche e pulito costantemente per essere usato come un’efficiente autostrada. Nel frattempo, la regina depone migliaia di uova ogni giorno. I membri del suo entourage si prendono cura di lei, nutrendola con le grandi uova infeconde che le formiche depongono. 
Tra le cavità contenenti rifiuti e larve in via di sviluppo, le operaie si prendono cura dei funghi in varie celle sparse per la colonia. Potano alcuni pezzetti di fungo per stimolarne la crescita e regolano l’umidità aprendo e chiudendo i tunnel superficiali in modo strategico. 
Ma le formiche non sono sole. Alcuni piccoli scarafaggi, come quelli annidati sotto le ali della regina, nutrono il fungo in modo opportunistico. Ognuno di essi è più piccolo dell’estremità di un cotton fioc. Strappando un passaggio alle future regine si fanno strada all’interno delle colonie più sviluppate. Nella tana delle formiche, sono in incognito: imitando fedelmente il loro tipico odore, scorrazzano e si alimentano all’interno della colonia fungina, passando praticamente inosservati. 
Qui, con il suo virulento carpoforo, compare l’antagonista di questa storia: il nostro quarto personaggio misterioso è un microfungo parassita, l’Escovopsis. Se lasciato incontrollato, distruggerebbe la colonia fungina, le formiche e gli scarafaggi che dipendono da esse. Le tagliafoglie mettono in atto un meccanismo di difesa. Estirpano meticolosamente l’Escovopsis e si alleano con vari microorganismi, tra cui lieviti e batteri, per impedirne la crescita. 
La colonia delle tagliafoglie dispone di tunnel sotterranei lunghi molti metri, conta milioni di operaie e può defogliare un albero in una sola notte. Il regno della regina durerà fin quando essa sarà in vita, potenzialmente anche più di un decennio. Ogni primavera, parte della progenie della regina si prepara ad andare via. Le formiche afferrano parte del nido e popolano le celle superficiali, apprestandosi a volare via e accoppiarsi, iniziando da capo un nuovo ciclo. 
