(Rumore di una sega) 
Immaginate un tipico cantiere. I macchinari e i camion pieni di legna e acciaio. Immaginate ora la ditta di costruzioni che lavora sodo  in giubbotti DayGlo e elmetti, con le sue cinture di attrezzi appese a tute polverose. Ora immaginate che sia una squadra  di sole donne. 
(Applausi) 
(Rumore di sega) 
Se avete avuto un momento  di dissonanza cognitiva, probabilmente non siete gli unici. Il nostro stereotipo di “operai edili”  è maschile. E stando ai numeri, non è difficile capire il perché. Solo l′11 percento del settore edilizia negli Stati Uniti è donna, inclusi i ruoli operativi. In prima linea nei cantieri solo il quattro percento dei lavoratori edili è donna. 
(Rumore di trapano) 
Il quattro percento. Una donna su 25. È assolutamente inaccettabile. Ma è anche una grande opportunità, sia per i mercati sia per le donne. Una nuova ondata di lavoratrici, carpentieri, saldatrici,  elettriciste e muratrici -- stanno entrando nei ranghi, armate di strumenti di potere, pensiero creativo e nuove idee su chi può e chi dovrebbe costruire il nostro mondo. 
(Rumore di trapano) 
Sono determinata ad aiutare più donne a entrare e crescere nel mercato perché questi sono lavori entusiasmanti,  ben pagati e essenziali. Più che essere  una mera opportunità economica è una possibilità per le donne di agire in un ruolo equo e concreto nella realizzazione del nostro mondo. L’edilizia è per molte donne un lavoro con uno scopo, una carriera in cui strumenti di potere rappresentano il potere personale. Voglio camminare sui marciapiedi, attraversare ponti e entrare in edifici che so essere costruiti da una comunità di costruttori che ci rappresentano tutti. 
(Applausi) 
Voglio vivere  in un mondo costruito da donne, in senso letterale. 
Ho amato costruire cose da quando ne ho memoria. E quando ero una piccola, nerd,  multirazziale ragazza di 16 anni mi sono imbattuta nel mio primo cantiere e tutto è cambiato. 
(Rumore di sega) 
Mentre lavoravo  con muratori e carpentieri esperti, ho imparato a fare un tetto e a mescolare il cemento a mano, e per la prima volta nella mia vita, mi sono sentita potente. 
(Rumore di sega) 
E alla fine del progetto, ho guardato ciò che avevamo costruito -- un parco cittadino con palcoscenico, sentieri e arredi urbani, e sapevo di avere dato  un contributo al mondo. L’edilizia ha trasformato  le mie speranze e l’ansia in qualcosa di tangibile e bello qualcosa che potevo puntare con un dito dicendo: “L’ho costruito io.” Ho continuato  a studiare architettura, e ho lavorato come architetta e nella gestione edilizia. E quando mi sono ritrovata nei cantieri più frequentemente, ero quasi sempre l’unica donna. Non mi è mai venuto in mente di mollare per questo motivo, ma mi sentivo molto sola e avevo bisogno di un senso di comunità. 
(Rumore di sega) 
E negli ultimi due decenni, quando ho trovato e costruito una comunità per me stessa, ho capito che le ragioni per cui amo l’edilizia non sono uniche. Io e  le mie colleghe andiamo tutte in un cantiere con lo stesso  scopo. L’edilizia è sia il nostro potere che la nostra voce. 
(Rumore di sega) 
Quando parlo alle mie colleghe sono d’accordo che lavorare nell’edilizia è gratificante, è creativo e divertente. Non richiede una forza bruta  maschile stereotipata -- per questo ci sono già i macchinari pesanti. 
(Risate) 
L’edilizia è soprattutto  risolvere i problemi, ragionamento visivo e spaziale e molta comunicazione e lavoro di squadra. Per le donne, un lavoro nell’edilizia paga più del doppio del salario orario di un lavoro di assistenza  all’infanzia o sanitaria. Se negli Stati Uniti le donne  guadagnano 82 centesimi a fronte di un dollaro  guadagnato da un uomo, nell’edilizia quasi non esiste divario con 99 centesimi per ogni dollaro. 
(Applausi) 
Edilizia e gestione dell’edilizia sono tra i lavori in crescita per le donne con percorsi chiari  per l’avanzamento e la leadership. Questi sono anche mestieri con programmi di apprendimento in itinere, rendendole carriere fattibili in cui entrare o in cui transitare. 
(Rumore di trapano) 
I mercati necessitano anche di donne. Con oltre 300.000 posti di lavoro non occupati le donne sono un bacino di lavoro  enormemente non sfruttato. E questo è un momento in cui la domanda di infrastrutture non fa che crescere. E le nuove tecnologie di costruzione richiederanno nuove competenze e nuove prospettive per cambiare la rotta sempre intrapresa. 
(Rumore di trapano) 
Comprendiamo già il valore di avere più donne in spazi  storicamente dominati dagli uomini, come la politica, ruoli esecutivi e STEM. Cosa serve perché le donne  partecipino e prendano il sopravvento? 
Abbiamo bisogno di più cose da parte dell’industria. Serve un reclutamento più attivo e pratiche di assunzione più eque. Servono leader di tutti i generi che si facciano avanti, che sostengano una migliore cultura del posto di lavoro e di coinvolgere gli altri con sé. 
(Rumore di sega) 
Ma il nostro migliore investimento è guardare al futuro. Dobbiamo creare spazi intenzionali per la prossima generazione di artigiane che imparino abilità tecniche mentre sono incondizionatamente sostenute da una comunità di altre donne. 
(Rumore di trapano) 
Così, nel 2008, ho fondato  un’associazione non profit per insegnare abilità  di progettazione e costruzione, in particolare giovani donne di colore. Ora, quasi 14 anni dopo, quella no-profit, Girls Garage, ha insegnato a più di 1000 ragazze e alla gioventù gender-expansive come usare gli attrezzi -- 
(Applausi) 
come usare gli attrezzi, saldare, redigere documenti di costruzione e lavorare in un cantiere. E insieme abbiamo costruito oltre 150 progetti pro-bono per altre non profit. 
(Applausi) 
(Rumore di trapano) 
Quando le giovani donne  entrano in Girls Garage, sono riconosciute come capaci e complete. Hanno istruttrici donne che sono architetti,  falegnami e saldatrici che hanno vissuto vite e hanno percorso strade simili alle loro. Quando le studentesse usano la sega circolare per la prima volta, io sono accanto a loro e dico “Ce la puoi fare.” E sono queste le cose  che fanno la differenza. 
Così la prossima generazione di lavoratrici donne, nostre studentesse, entreranno nel mondo lavorativo sapendo cosa vuol dire  essere rispettate e valorizzate e sapranno come esigerlo  quando non lo sono. 
(Applausi) 
Forse non ho avuto una donna mentore nel mio primo cantiere, ma posso trasmettere ciò che mi è mancato alla sedicenne di fronte a me. Come altre organizzazioni giovanili e programmi di apprendistato, stiamo creando forti comunità di donne lavoratrici come un microcosmo di ciò di cui  l’industria ha bisogno a un macro livello. Riempiamo le loro cassette degli attrezzi con trapani, seghe, ferocia e gioia. Queste sono le giovani donne che andranno avanti per costruire il mondo che tutti noi vogliamo vedere. 
(Applausi) 
Così quando immagino un cantiere, loro sono la squadra che immagino. Questa è la squadra di Girls Garage, la squadra di costruttori dei miei sogni. Non è un sogno irrealizzabile. È già una realtà, ma dobbiamo darle un nome, nutrirla e moltiplicarla. È nostro compito ora esigere sostegno incondizionato alle lavoratrici che vogliono svolgere un ruolo vitale nella costruzione del nostro mondo. 
Grazie. 
(Applausi) 
