Sono nato in Gran Bretagna e cresciuto da una nigeriana. Ci sono state aspettative, varie strade che avrei potuto prendere. In ambito lavorativo ad esempio, alcuni potrebbero già saperlo. Da africano, si hanno tre opzioni. Prego, ripetete dopo di me. Sarai dottore; 
Pubblico: Dottore. 
FB: Avvocato 
Pubblico: Avvocato. 
FB: O uomo d’affari. 
Pubblico: O uomo d’affari. 
FB: Io ho fatto  una cosa che ha causato molto stress. È stato il dire: “Mamma, cara, ho fatto del mio meglio, ma non farò così. Sarò un attore.” 
“Perché vuoi prostituire le tue emozioni per soldi?” Così ha reagito. 
Ora, in tutta onestà, quel che stavo chiedendo era una totale assenza di giudizio. Se avessi avuto successo dopo l’altro, mia mamma sarebbe riuscita a capire? La sua idea del possibile stava per essere reinventata con me. 
Ero protagonista nel teatro del West End. Stavo per avere una parte, piccola, come comparsa in una grossa produzione. Sto costruendo la carriera e poi crollo. Sono a pezzi, forse per l’ansia climatica. Costruire il mio sogno e veder bruciare il mondo letteralmente davanti a me e vedere il poco che viene fatto. Sono nel panico. Paralizzato come un manichino. Fino a che non scopro l’attivismo ambientale e mi butto. Ma durante le proteste e nelle riunioni, una domanda mi travolge. Perché non mi assomigliano? Perché quando penso all’attivismo ambientale, penso a bianchi del ceto medio? È un problema del ceto medio bianco? Una crisi a cui sembra servire più tempo, sforzo, soldi, lavoro per fare o saperne di più e sto parlando di chi ha il privilegio di poter pensare a qualcosa che non sia solo sopravvivenza. Sembra che le persone di colore incontrino barriere rispetto al movimento per il clima e sembra che le ragioni si trovino nelle nostre soglie di sopravvivenza. Tenete la testa bassa. Lavorate, ed evitate di finire nei guai. Sopravvivete ed aspirate alla prosperità. Va bene protestare, ma solo se serve per sopravvivere. Ci sono famiglie che vivono  in questo paese da 40 anni e sembrano appena arrivate. Abbiamo un passato di persone  inghiottite dalla notte. Spediti da qualche parte o solo compianti. Nessuno spazio per la lotta eco. 
Cioè, io, Fehinti Balogun, su questo palco per un TED talk, ho quattro volte più possibilità di subire un abuso di potere se arrestato rispetto ai miei coetanei bianchi. Ho probabilità sette volte maggiori di essere fermato e perquisito. Con un nuova legge su polizia e ordine pubblico, questi pregiudizi potranno solo aumentare. Limitazioni imposte sulle proteste. Incriminazione dei manifestanti senza doverli detenere per un crimine. La polizia può fermare e perquisire per un ragionevole dubbio e minacciare azioni di protesta pacifica. La paura è reale. 
Ora, avete il quadro. Tenete la testa bassa. Fate il vostro lavoro. E non finite nei guai. Ognuno fa la sua parte, no? Ma ciò suppone che il guadagno avverrà in un mondo simile al mondo in cui sono cresciuti i nostri genitori. 
Londra era calda. Quaranta gradi, una delle estati più calde della storia dopo una delle estati più calde della storia. Alcuni non potevano uscire. Le piante erano secche o in fiamme. I paesi erano sommersi o in fiamme. Questi eventi estremi sono destinati solo a peggiorare. Se i raccolti muoiono, il cibo diventa più costoso e incide sulle comunità di lavoratori, prime tra tutte quelle di colore. Il mondo in cui sono cresciuti non c’è più. 
Ma se, statemi a sentire, se il cambiamento climatico fosse solo un sintomo di un problema più grande? E se fosse quello stesso problema a causare razzismo, sessismo e abilismo? Se fossero solo sintomi di un problema più grande? Pronti? Il capitalismo patriarcale della supremazia bianca. 
(Applausi) 
Fa paura perché sembra un’idea, anche se la società si basa proprio su questo. Crescita senza fine con risorse finite, a qualsiasi costo. Queste forme di oppressione non esisterebbero se non facessero guadagnare qualcuno. Cioè, nel Regno Unito, le piantagioni con schiavi nei Caraibi fornivano materie prime per la rivoluzione e crescita industriale nell’impero britannico, soldi. Per non parlare di genocidi e conquiste, ancora soldi. La liberalizzazione del petrolio da chi lo estrae, che liberalizza il prezzo mentre inquina i suoli. Ecco i soldi. 
Parliamo di Shell, ad esempio, che storicamente ha preso petrolio dal mio paese d’origine, la Nigeria. La Nigeria, che inquina quasi 10 volte meno dell’Inghilterra. Come molti altri paesi colonizzati, e sapete? A me sembra che alcune delle persone più colpite inquinano di meno. Quelli a cui è stato storicamente tolto. 
Il cambiamento climatico è il moderno colonialismo. Con questo, una mentalità colonialista una mentalità capitalista, sappiamo che anche una tecnologia magica che pulisce l’aria e mette tutti al sicuro, funzionerebbe solo in alcuni quartieri. Abbiamo a che fare con il modo in cui si struttura. Una struttura che mi ha detto di tenere la testa bassa. Una struttura e dei media che scelgono di omettere che il sei percento della popolazione indigena, protegge l′80 percento della biodiversità del mondo. Scelgono di omettere che una delle più importanti proteste per il clima era guidata da un nigeriano, Ken Saro-Wiwa, un Ogoni. Scelgono di omettere l’efficacia dei movimenti dal basso e dell’azione comunitaria. Ad esempio BEN, Wretched of the Earth e May Project Gardens, per dirne alcuni. Scelgono di omettere che gli investimenti del Regno Unito in carburanti fossili sottraggono aiuti che potrebbero essere inviati a paesi come il Pakistan, ma poi mi ricordano di riciclare di più. 
Se è quella struttura che mi dice che si tratta di obiettivi e colpe individuali, forse non ne vale la pena, credo che il potere sia nelle persone. Ora sono parte di alcuni gruppi. Locali e connessi al mio lavoro, come cucinare, con tutti i miei fornelli. Uno è Equity per un Green New Deal. Disinvestire nelle pensioni, premere per le rinnovabili. Poi ho imparato da Copwatch UK. Quali sono i miei diritti durante arresti e interventi, distinguendo le intenzioni. 
Ho imparato a dover pensare drasticamente. Sulla strategia. E sulla gentilezza. Gentilezza verso me stesso e verso chi sta dietro di noi. Essere sostenuti da loro e, in cambio, sostenerli. È la comunità, c’è una strategia. 
Qual è la mia portata? Quanto posso dare? Perché ho affitto,  audizioni. Devo pur vivere. E data la mia portata, penso: qual è l’obiettivo? Dove posso aiutare? Come dare importanza alle mie parole? È tutto nella strategia, no? Perché integrare? Bè, parlo per stimolare, connettere e scuotere. 
Torniamo indietro. Perché è importante, scuotere. Evitare l’inazione, indirizzare verso soluzioni, dire la verità. Togliere tutti i soldi dai fossili, investimenti pensionistici, conti, cedere il potere, favorire interventi drastici. Connettere. Ci sono persone in posti come questo a cui serve connettersi con i movimenti dal basso, a cui serve attenzione, spazio, fondi. Che hanno bisogno di voi. 
Accendete la scintilla. Ricordate a chi guarda che non si è impotenti. Il “non possiamo fare niente, andiamo avanti e basta” è un sintomo, non la cura. Che venite da anni  di resistenza e successi, Che siete necessari. Che voi, come mia mamma, avete il potere di ripensare cosa sia possibile. 
Quindi ora parliamo. Facciamo strategia. E pensiamo: come aiuta quest’azione a raggiungere il prossimo step? 
Vi ringrazio. 
(Applausi ed acclamazioni) 
