Sono davvero un nerd della natura. Ma sono anche un tecnologo di professione e mi ci sono voluti 20 anni per capire come unire le due cose per la conservazione della natura. Ma credo di esserci finalmente riuscito. 
La tecnologia è progredita molto nel generare dati sul nostro pianeta e sugli altri abitanti non umani. Ad esempio, c’è un satellite nello spazio che si occupa di tracciare i movimenti di centinaia di specie. Possiamo prelevare campioni  di DNA da fiumi, terreno e sterco per identificare singoli animali. E ad oggi balene e foche nuotano con dei sensori, raccogliendo dati sull’oceano. 
Questi sono dati sono davvero preziosi per la scienza della tutela del pianeta. Ma credo potrebbero essere ancora più preziosi. E se usassimo quei dati per dare agli animali selvatici un’identità digitale unica e riconoscibile dagli esseri umani? 
Perché dovremmo fare una cosa del genere? La maggior parte di noi ha un’identità digitale per comunicare e socializzare con gli altri. Ma Albert, a St. Louis, per esempio, non ha modo di comunicare con un orangotango nel Borneo. Come si può pensare che tenga alla sua protezione? Se vogliamo preservare la vita sulla Terra, dobbiamo creare relazioni con la vita sulla Terra. Le relazioni si fondano sul riconoscere la reciproca identità. Forse darne una all’orangotango potrebbe creare un legame con Albert che aiuti entrambi nel mondo reale. 
Non è così improbabile come può sembrare. La tecnologia e i dati per farlo ci sono. Ma non basta solo creare le identità. Hanno bisogno di un luogo dove nascere e essere trovati dagli umani. Un luogo per una modalità immersiva e attiva per rimanere coinvolti. Se le previsioni fossero vere, la maggior parte di socialità, lavoro e divertimento diventerà un gioco, spazi virtuali e il metaverso. Sarà dove racconteremo storie e creeremo relazioni. 
Quindi per ogni avatar umano che interagisce o consuma in questi spazi, facciamo lo stesso per l’elefante Mweituria, Ataia il giaguaro, Fio l’orangotango e centinaia di migliaia di altri. Gli eventi delle loro vite, come sostengono i dati, possono essere ricreati nel digitale. Può trattarsi della salute di Fio, la migrazione di Mweituria, un cucciolo appena nato di Ataia. Questi ed altri eventi, creano quei momenti in cui sentirsi in uno spazio dove provare un legame emotivo. Non perché lo vogliano all’improvviso, ma perché ora possono accedere dove prima non potevano. 
Alcuni useranno lo spazio per connettersi direttamente con i ricercatori di orangotango nel Borneo. Altri individueranno nuovi pattern nei movimenti degli elefanti. Alcuni conosceranno la deforestazione essendone testimoni. E monetizzeremo questo settore tra poco miliardario per aiutare i finanziamenti a scienza e protezione dell’habitat. Significa che i mondi virtuali possono trarre benefici diretti dal mondo reale al posto di essere distaccati. 
Stiamo sperimentando con queste cose usando i dati reali degli animali come Fio e altri. E abbiamo scoperto che, anche se la realizzazione della nostra idea è lontana anni, le piattaforme per renderla possibile ci sono già. Il Flight Simulator di Microsoft include due trilioni di alberi dal mondo. Potrebbe includere anche la fauna del mondo. Adidas ha messo di recente 5 animali come atleti nell’app di fitness come avversari per gli utenti. Potrebbero essercene altre migliaia. E Fortnite ha recentemente organizzato un concerto virtuale con Travis Scott. Hanno portato più di 27 milioni di utenti in un mondo di finzione per vedere il concerto. Organizziamo il prossimo nella foresta amazzonica. Immaginate se Ataia il giaguaro passasse durante lo show. 
Ammetto di aver paura che certe delle cose che sostengo possano creare un divario più grande tra le persone e la natura. Se potessi, prenderei tutti, li manderei nel Borneo e farei passar loro un’ora con Fio. Ma il mondo naturale di Fio sta morendo davanti ai nostri occhi. Serve un cambiamento profondo nel come ci relazioniamo con altre specie. Altrimenti, i prossimi 100 anni della conservazione naturale continueranno ad essere in salita e una sconfitta. È solo una questione di tempo prima che una versione del metaverso cambi il modo di passare il tempo e di relazionarci con gli altri. Comunque la pensiate a riguardo, dobbiamo assicurarci che Mweituria, Ataia, Fio e milioni di altri animali ne facciano parte, abbiano ruoli e benefici. E che non vengano lasciati indietro. 
Vi ringrazio. 
(Applausi) 
