Pat Mitchell: Benvenuta, Jane, L’ultima volta che sei stata con noi... 
Jane Fonda: Ciao, Pat. 
PM: È sempre un piacere vederti. Jane, l’ultima volta che sei stata con noi al TEDWomen, ci pensavo giusto stamattina, eri nella capitale, a Washington DC, e stavi conducendo le proteste settimanali dei Fire Drill Fridays, Fire Drill fridays, in collaborazione con Greenpeace. Sei stata arrestata, è  finito in prima pagina, e sicuramente, come tutte le azioni di disobbedienza civile ha richiamato l’attenzione sulla crisi. Ho sentito che riprenderai  i Fire Drill Fridays a dicembre. Che obiettivi e aspettative hai? 
JF: I nostri obiettivi con i Fire Drill Fridays erano e continuano a essere di spostare la gente dalla preoccupazione  per la crisi climatica all’azione contro la crisi climatica. E ci siamo riusciti. Torneremo il 2 dicembre a Washington DC, per la nostra prima manifestazione in diretta e di persona per affrontare il risultato  delle elezioni di metà mandato. E parleremo di come dovrebbe essere  l’attivismo climatico nel 2023. Ma sai Pat, non abbiamo mai fermato le manifestazioni settimanali. Quando è arrivato il COVID, i Fire Drill Fridays sono andati online, e la scorsa settimana abbiamo  avuto 11 milioni di spettatori. Sta funzionando. Le persone che non avevano mai  preso l’iniziativa prima sono state istruite da Greenpeace USA a scrivere, chiamare e visitare i propri rappresentanti. Hanno seguito i nostri appelli all’azione, hanno partecipato convincendo la gente a votare e facendo volontariato per i candidati. Per quelli di altri Paesi, dovete sapere che noi stiamo per avere delle elezioni  di metà mandato piuttosto decisive tra un paio di settimane. In ogni caso noi stiamo  diventando degli attivisti, e i Fire Drill Fridays, tra l’altro, sono  diventati parte di Greenpeace. E ne siamo molto onorati. 
PM: Non c’è dubbio che abbiano avuto un impatto. Ed è davvero incoraggiante sapere  che state risvegliando dei comportamenti riunendoci tutti di nuovo. Io sicuramente ci proverò e sarò là, Jane, per partecipare ai Fire Drill Fridays. Hai menzionato le elezioni, elezioni molto importanti che avverranno a novembre negli Stati Uniti. Tu hai intrapreso un’altra azione, un’altra priorità, creando  quello che chiamiamo un political action committe, un PAC. Spiega quali sono le tue aspettative e perché credi che questa sia un’azione necessaria. 
JF: Dopo decenni di cortei,  proteste, petizioni e disobbedienza civile, ancora non abbiamo il tipo di legislazione sul clima che è assolutamente fondamentale. Ciò di cui abbiamo bisogno è ridurre  le emissioni dei combustibili fossili. Sapete, da poco negli Stati Uniti abbiamo l’Inflation Reduction Act, che investe molti soldi nel rinnovabile come i veicoli elettrici, griglie, pannelli solari e così via. Tuttavia troppe leggi che potevano essere importanti hanno fallito perché sia i repubblicani  che i democratici guadagnano dal settore dei combustibili fossili. So che è un enorme problema in tutti i Paesi che producono petrolio e gas. All’inizio di quest’anno, abbiamo lanciato il Jane Fonda Climate PAC con il solo scopo di eleggere  nelle cariche dei paladini del clima, non solo negli uffici governativi superiori, ma anche nei statali e locali e sarebbe una cosa molto,  molto importante. Dobbiamo rompere la morsa che il settore dei combustibili fossili ha sul governo, non solo nel nord America, ma a livello globale. Ecco perché stiamo spostando l’attivismo climatico nell’arena politica, il che è abbastanza singolare perché ci concentriamo sul voto e perché stiamo provando a cambiare la narrativa sui combustibili fossili. Tutti parlano delle turbine eoliche, dei pannelli solari e dei veicoli elettrici, ma non è abbastanza. Il mio PAC sostiene soltanto i candidati che hanno siglato un impegno di non accettare soldi dal settore dei combustibili fossili e che hanno lottato e mostrato  coraggio pubblicamente di fronte al settore in questione senza avere paura di definirli responsabili. 
PM: E questi sono stati i criteri  con cui avete selezionato i candidati. Ho notato che qualcuno di loro, forse la maggior parte sono donne. Vedere donne prendere  queste posizioni di primo piano. 
JF: Donne di colore. Molto spesso sono le prime persone: la prima donna, la prima sudamericana, la prima persona sotto i 30 anni, stanno davvero rompendo molte barriere, e sono davvero coraggiose. Ero in Texas, e mi ha riempito di speranza  che mi durerà per anni. 
PM: Vorrei tornare su come mantieni viva quella speranza, Jane, perché è  semplice considerare il fatto che il clima non è una questione di parte. Poi, come hai detto, i leader di entrambi gli schieramenti  stanno tuttora guadagnando denaro che è un aspetto primario nella sfida  alle emissioni di carbonio. Adesso tu hai una migliore comprensione e puoi condividerla, del perché facciamo  dei progressi davvero lenti nell’affrontare questa  impellente crisi globale? 
JF: Credo che molto abbia a che fare con il fatto che il settore dei combustibili fossili sia infiltrato nel nostro governo. Le persone di entrambi gli schieramenti  ci guadagnano dei soldi, così non possono parlar male del settore dei combustibili fossili. Parlano solo di alternative verdi, ed è importante. Ma non parlare dei combustibili fossili è come cercare di salvare una barca che affonda senza chiudere il buco. Tuttavia ci sono stati progressi perché sempre più gente comprende, che sono i combustibili fossili a portare, bruciare i combustibili fossili  sta portando alla crisi climatica. Ed è davvero, davvero importante. La scienza parla chiaro. Abbiamo sette anni per dimezzare le nostre emissioni derivate da combustibili fossili per mantenere il riscaldamento globale non superiore a 1,5 gradi Celsius, maggiore di quanto era prima della rivoluzione industriale, cioè quando abbiamo iniziato  a bruciare combustibili fossili. Credo ci siano stati  dei progressi a livello locale, soprattutto negli Stati e nelle grandi città. Hanno fatto dei progressi per ridurre il proprio impatto ambientale. È solo che occorre fare di più con urgenza. 
E il motivo per cui sto parlando di questo su un forum internazionale come questo che hai organizzato, è perché credo che molti Paesi, penso per esempio alla Nigeria, hanno gli stessi problemi  che hanno gli Stati Uniti, producono petrolio, e che abbiamo bisogni di pensare di più al prendere parte all’attivismo climatico nell’arena politica, selezionare i candidati e poi formarli e educarli riguardo la scienza climatica, e poi farli candidare alle elezioni e assicurarsi che vincano. Questa è la strategia che abbiamo ora. 
PM: Hai davvero ragione, Jane, è una strategia che potrebbe essere  esportata in ogni Paese, perché in ogni Paese, o in quasi tutti, ci sono le elezioni. E la gente può fare la differenza  con i candidati che supporta e che incoraggia a candidarsi. 
JF: Sì. 
PM: Spesso penso al tuo attivismo e a come lo sostieni, specialmente quando si tratta di questo problema, che a volte sembra irrisolvibile anche se sappiamo che non è così. Ma quando senti gli esperti  parlare di sette anni, siamo così lontani, questo non è stato ancora fatto, questo è urgente e necessario, è facile perdere la speranza. È facile lasciare che la paura di non farcela prenda il posto della speranza necessaria ad innescare un intervento. Cosa ti dà speranza? 
JF: Come ho già detto, ci sono le elezioni negli Stati Uniti tra quasi due settimane. E ho viaggiato per il Paese  supportando candidati fantastici che sto sostenendo con il mio PAC sul clima. Non abbiamo ancora abbastanza soldi, siamo un PAC recente, per stare nell’arena del Senato  o in quella del governatorato, come sapete queste campagne costano molti soldi. Ma sapete, i ballottaggi per le legislature statali,  per il supervisore della contea e per i procuratori generali sono molto importanti. Ogni dollaro che è destinato  a questi ballottaggi significa molto. Per esempio, in Texas, stranamente la Railroad Commission regolamenta e supervisiona in settori quali gas e petrolio. Sapete, storicamente era previsto  che regolamentasse le ferrovie, ma quando il Texas è diventato  il principale produttore di gas e petrolio vi hanno indirizzato le responsabilità della Railroad Commission, ma non hanno cambiato nome. Perciò molta gente non sa cosa faccia la Railroad Commission. E storicamente, tutti i commissari, ce ne erano tre, lavoravano per il settore che ci si  aspettava che regolassero, giusto? Ciò significa che non facevano niente. 
Non so se chi sta guardando sa questa cosa o se l’ha letta nei giornali, ma due anni fa, quando ci furono  condizioni di gelo estremo e i generatori elettrici non riuscivano  a produrre abbastanza energia per accendere le luci  e far funzionare il riscaldamento, ho parlato con dei vicini che sono stati ritrovati morti congelati nei propri salotti, e niente di tutto ciò doveva accadere. Le condizioni meteorologiche estreme hanno prima interrotto la rete elettrica, la Railroad Commission era stata avvertita ma non è stato fatto niente. E la rete non è stata ancora ripristinata. Così rimane molto vulnerabile  ad altri disastri. Perciò il mio PAC per esempio sostiene un democratico giovane e progressista, e si dà il caso sia molto affascinante, chiamato Luke Warford, ha 33 anni, non ha paura di ritenere responsabile  il settore del gas e del petrolio, non per costruirsi una carriera, ma per fare veramente la differenza. E se viene eletto, cambierà il modo  in cui la Commissione lavora. Credetemi, i texani e il pianeta saranno più al sicuro. Non solo ha assicurato  che la rete venga isolata, farà rispettare i regolamenti contro il gas flaring, una pratica che consiste  nel bruciare il gas in eccesso che rilascia il metano nell’atmosfera. E come saprete tutti, il metano è il gas serra più dannoso, e il Texas ne rilascia  più di tutti gli altri Stati. Tutto questo può cambiare  se questo ragazzo è eletto. 
A Harris County in Texas, Harris County è enorme,  ed è l’epicentro di questa crisi climatica  nel nord America. Questa donna immigrata dalla Colombia con la sua famiglia è stata eletta come miglior dirigente di Harris County, la giudice Lina Hidalgo, la prima donna e la prima sudamericana a ricoprire questa carica  incredibilmente importante. È diventata cittadina  degli Stati Uniti nel 2013, ed è stata eletta nel 2018. Sapete, nessuno la prendeva sul serio. I suoi avversari non si sono neanche  preoccupati di fare campagna elettorale. Ma nei quattro anni  da quando è stata eletta, ha sbalordito tutti per tutto quello che ha realizzato. Continua a ritenere responsabile il settore dei combustibili fossili, ha reso più semplice votare, ha interrotto l’autostrada  che attraversa Houston. Ha cambiato il funzionamento della regione. Controlla un bilancio  da quasi 4 miliardi di dollari e ha un solido piano climatico per cambiare il modo in cui Harris County si occupa dei carburanti fossili. Lei crede che la capitale energetica del mondo possa diventare anche la capitale mondiale dell’energia rinnovabile. E io ho visto nell’ultimo mese la grande differenza che il mio PAC  sul clima sta avendo alle urne come nel caso di Luke e di Lina. Questo è quello che mi emoziona. Questo è ciò che mi dà speranza. Credo che la cosa più importante che io  ho mai fatto è stato creare questo PAC, ed è quello che continuerò a fare finché non morirò. 
PM: Jane, questo è il genere di  storie che vogliamo ascoltare. Quanto è stimolante che un singolo  individuo possa fare così la differenza nella propria comunità? E voglio tornare a questo. 
JF: È come se Vanessa Nakate si candidasse, capisci cosa intendo? Sarebbe molto diverso da ora? E lo dico pubblicamente perché magari potrebbe prendere in considerazione di farlo. 
PM: Spero che Vanessa stia ascoltando, e se sì, ci assicureremo  che riceva questo messaggio. 
Jane, abbiamo una domanda da Kat, che si unisce a noi dal TEDxWomen di Vail in Colorado. Potresti averlo appena fatto, ma sono  sicura ce ne saranno altri che chiedono, “Descriveresti quali sono stati i momenti più felici da attivista climatica?” 
JF: Onestamente,  sono tornata dal Texas ieri, e il mio corpo è ancora pieno dell’eccitazione di lavorare  con tutti quei ragazzi. Ed è successo due settimane fa  in New Mexico con una giovane ragazza che è  la commissaria per il suolo pubblico, anche lei è una donna sudamericana. E in Michigan con il procuratore generale, Dana Nessel. Sono molto coraggiose, e comprendono che i combustibili fossili sono quello che ci sta uccidendo. E non hanno paura di ribellarsi alle grandi multinazionali. E questo mi... io riesco a vedere il futuro  quando sono insieme a loro. Questo è quello che mi dà speranza. 
PM: E gioia. Noi ascoltiamo molta gente, nonostante rispondere a una storia del genere, quella persona è un funzionario eletto o ha già preso una posizione di comando. E spesso senti delle persone dire: “Non so cosa posso fare come singolo nella comunità.” Come rispondi a questo? 
JF: È una domanda davvero  molto importante. La verità è che da soli possiamo  avere un impatto limitato, ma insieme possiamo avere un impatto inesauribile. Perciò la cosa più importante che ognuno di noi può fare oltre che votare è unirsi agli altri, condividere le proprie passioni  così da avere un maggiore impatto. Diventare membro di un’organizzazione  o unirsi a un gruppo climatico, far attivare la tua comunità  o il tuo gruppo della chiesa sul piano climatico. La cosa migliore del fare queste attività insieme ad altri, oltre ad avere un impatto maggiore, significa anche più divertimento, è più soddisfacente. Ci facciamo nuovi amici. Ma per rispondere alle domande  di molte persone, quando si tratta di scelte individuali, uno studio recente ha mostrato che c’è un grande impatto nel fare scelte di vita  che rispettano il clima. Cose come non usare più  la plastica monouso, andare in bicicletta invece  di guidare una macchina, eccetera. Questo aumenta la vostra credibilità come sostenitori per il genere di cambiamento  più grande e più audace che occorre. 
Per esempio, Greta Thunberg ha navigato attraverso l’oceano. Questo non ha avuto un impatto  sulle effettive emissioni di carbonio e sul cambiamento climatico, ma ha avuto un impatto sulle persone  che prendono il suo messaggio seriamente. Ed è una constatazione davvero interessante. Perciò quello che ne consegue è  che il modo di aumentare l’impatto delle nostre scelte individuali è assicurarsi che siano visibili. Perciò, che tu rimpiazzi  il vecchio scaldabagno a gas con il riscaldamento elettrico,  per esempio, oppure che installi pannelli solari o utilizzi una bottiglia  d’acqua riutilizzabile, fa in modo che sia visibile. Dillo ai tuoi vicini, pubblica  delle foto sui social media. Non devi essere presuntuoso  o vantarti di questo, ma farlo in modo invitante. “Ehi ragazzi, guardate che idea.” Capite, renderlo visibile. 
PM: E anche personale. Come Mary Robinson ci sprona spesso, fate qualcosa di personale ogni giorno che spinga avanti verso un tempo migliore. 
C’è un’altra domanda, Jane,  che viene da Dallas in Texas. Vedo che in Texas la gente presta attenzione alle storie che hai appena condiviso. Lei ci dice, “È molto importante essere in grado  di identificare gli attivisti climatici, gli unici che lottano veramente per la legislazione che combatta la crisi climatica. Come possiamo noi, inteso come comunità, conoscere e sostenere i candidati che veramente combatteranno per il cambiamento? C’è un criterio che usi per distinguere le persone che sostengono di combattere  per una legislazione verde?” 
JF: Sì. Numero uno, prendono soldi dal settore dei combustibili fossili? Questo è un tabù, perché significa che non sono liberi di affrontare il settore  del combustibile fossile. Qui negli Stati Uniti, nel nord America, c’è quello che chiamiamo  l’impegno del combustibile fossile, con il quale moltissimi politici  e candidati firmano un impegno sostenendo che non accetteranno denaro da queste grandi multinazionali. Poi l’altro aspetto che guardiamo: il candidato ha mostrato coraggio lottando pubblicamente in qualche modo? Hanno osteggiato un oleodotto? Si sono opposti a qualcosa che avrebbe  potuto inquinare i corsi d’acqua nel vostro paese o nella vostra città? Fare qualcosa pubblicamente mostra che si ha davvero coraggio e che combatterai e lotterai. 
PM: E osservando i candidati impegnati e lavorando per loro, supportandoli e incoraggiandoli a candidarsi. Questo può, come ci hai ricordato, accadere ovunque. Abbiamo un’altra domanda. 
Questa viene dal New Jersey. “Adesso molti giovani  hanno preso posizione per supportare le iniziative sul clima. A volte vediamo il loro attivismo  motivarsi dalla paura per il futuro, rabbia verso le generazioni più anziane che non hanno fatto quasi niente  per prevenire l’arrivo di questo momento. Che messaggio daresti ai giovani attivisti come Vanessa, e agli altri nel mondo, per far sì che restino nelle strade  a pretendere un cambiamento?” 
JF: Stare con loro nelle strade. Ecco quello che faccio. A Washington sono stata arrestata cinque volte nei Fire Drill Fridays, e siamo rimasti per quattro mesi  facendoci arrestare ogni venerdì. Abbiamo iniziato con 13 persone ad essere arrestate e quando abbiamo finito ce ne erano poco meno di mille. Siamo cresciuti davvero molto. Le parole non contano,  dimostrate con il corpo, mettete il corpo in prima linea, e mostrate loro che siete disposti a unirvi a loro nelle strade. Abbiamo bisogno di numeri enormi. Venite con noi il 2 dicembre a Washington. 
PM: Io ho intenzione di esserci. Jane, abbiamo ascoltato molto  sulla scadenza dei sette anni, e sappiamo che è il termine che abbiamo per ridurre le emissioni di carbonio fino a dove serve entro il 2030 per arrivare alle emissioni nette pari a zero entro il 2050. Per far sì che facciamo tutto il necessario, dobbiamo immaginare  che ci siano tempi migliori. Alcuni hanno davvero, un meraviglioso capo indigeno  ha davvero posto la domanda, Jane Begay ha detto “E se i nostri  tempi migliori fossero davanti a noi?” Francamente non ci avevo mai pensato. Pensiamo così spesso al peggiore futuro verso il quale ci stiamo precipitando. Come immagini che sarà  il nostro futuro da qui a sette anni? 
JF: Ci vorrà un po’ di tempo a causa di tutto il calore che è  già stato accumulato perché i manager dei combustibili fossili hanno mentito riguardo le loro emissioni, di cui sapevano già da 40 anni. Ma quando penso a come sarà  il mondo tra qualche generazione, se facciamo quello che la scienza ci suggerisce di fare, vedo gente più in salute, perché l’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo e il cibo che mangiamo  sarà pulito e sicuro. La natura comincerà a tornare. Le specie a un passo  dall’estinzione si riprenderanno. Le barriere coralline, i fitti boschi e le cime innevate delle montagne che vediamo da lontano torneranno di nuovo a portarci gioia. E la nostra piccola specie, homo sapiens, sarà più felice e meno ansiosa. Perché spero che insieme  ad affrontare la crisi climatica, affronteremo anche la disparità economica, la misoginia e il razzismo. Perché la crisi climatica è successa a causa di un approccio arrogante, avido e gerarchico. Gli uomini bianchi sono più importanti, sono in cima alla gerarchia, hanno più importanza delle persone  di colore, delle donne o della natura. Ma non ci sarebbe crisi climatica  senza il razzismo. Non ci sarebbe crisi climatica senza patriarcato. 
Perciò se ce la faremo sarà un bellissimo futuro. E siamo l’ultima generazione che può farlo. Ed è una bellissima responsabilità. È un momento in cui c’è bisogno dell’aiuto di tutti. Quindi collaboriamo tutti insieme. 
PM: È una bellissima responsabilità  e anche una bellissima opportunità di collaborare insieme. 
JF: Opportunità, esatto. 
PM: Prima di salutarci, Jane, vorrei chiederti dato che così tanta gente ha scritto delle proprie preoccupazioni sapendo che stai combattendo  contro il cancro, volevamo sapere,  hai un aspetto fantastico, ma come stai? 
JF: Nella settimana in cui faccio la chemioterapia, è... non mi sento più me stessa, ma dopo mi sento bene. Infatti mi sento meglio che mai perché, il cancro che era in me, era come se mi stesse consumando, ero sempre stanca, ma non lo sono più. Mi sono rimessa in forze in tempo per le elezioni di metà mandato. Apprezzo l’interesse della gente. Speravo che mi cadessero i capelli,  oppure mi sarei rasata la testa e mi sarei tatuata “emergenza climatica” su questa nuova zona  che dovevo reclamare. Ma gli attivisti con il cancro  non amano mischiare i problemi, così non volevo farlo io se la comunità del cancro non fosse stata con me. Ma va bene. Grazie per pensare a me, sto bene, grazie. 
PM: È così bello sapere che stai bene e continui con questo progetto. E come mi ha ricordato Jane, e vado a citarla, “L’attivismo è l’antidoto  per la vecchiaia.” E Jane Fonda è l’esempio perfetto che funziona davvero, nono solo per lei, ma per il mondo intero. Grazie mille, Jane, per essere stata con noi oggi. 
JF: Grazie per avermi invitata Pat.  È bello vederti. 
