Il sonno è davvero importante. Ci serve per vivere. E quando non si riesce a dormire, si cerca disperatamente aiuto. 
[Body Stuff con la dottoressa Jen Gunter] 
Ultimamente, però, il nostro interesse per il sonno sembra diventato un’urgenza. Basta una rapida ricerca online sul sonno per trovare una sfilza di articoli su come dormire in modo perfetto: nuovi congegni, sveglie sofisticate, stare lontani dalla luce blu. Ci sono molti servizi, prodotti e inserzioni pubblicitarie che ci dicono che dormiamo male, poco, senza qualità, in posizioni sbagliate. Ancora peggio, si possono trovare messaggi allarmanti che sostengono che, se si dorme male, la vita si accorcia e si prenderà ogni sorta di malattia. 
Una delle maggiori preoccupazioni che abbiamo sul sonno è di non dormire abbastanza, e che dormire meno di sette ore a notte significa andare incontro a problemi di salute, dalla pressione alta all’Alzheimer. Ma questi messaggi hanno due pecche. La prima è che non sono del tutto accurati. Le sette-otto ore di sonno, seppur raccomandate per gli adulti, sono solo una media. Dato che i messaggi sanitari al pubblico devono essere semplificati, possono venire a mancare sfumature importanti. Quindi sì, è vero che se non dormiamo abbastanza nel lungo termine possono insorgere problemi di salute come malattie cardiovascolari, diabete e depressione. Ma se ci si fissa unicamente sulle sette-otto ore si ignora che esiste un intervallo di sonno di cui abbiamo bisogno. La durata di un buon sonno notturno può variare da persona a persona. Alcuni adulti hanno bisogno di otto ore, ma ad altri ne bastano anche sei. 
La seconda pecca di questo tipo di messaggi apocalittici è che possono risultare controproducenti, specialmente per chi ha davvero difficoltà a dormire. Per esempio, nel 2019, è stato stimato che il 21 per cento degli adulti negli USA indossava rilevatori del sonno. E quel numero è probabilmente in aumento. Lo capisco. È interessante vedere quanto si dorme ogni notte e sapere quali sono stati i momenti di sonno profondo o in cui si è sognato. Ma avere tutti questi dati sul sonno sta rendendo alcune persone ossessionate, al punto da far emergere una condizione che alcuni chiamano “ortosonnia”: l’ossessione del costante bisogno di raggiungere il sonno perfetto. E questa condizione, ironicamente, causa maggiori disturbi del sonno. 
Ora, l’ortosonnia può essere un esempio estremo, ma l’ansia di non dormire abbastanza tiene alcuni di noi svegli la notte. Ecco ciò che dicono alcuni esperti: smettiamo di fissarci sul numero perché questo può portare ad aspettative di sonno irrealistiche. Secondo la dottoressa Colleen Carney, psicologa e capo del Laboratorio del sonno alla Ryerson University, le domande basilari da porsi sono: Mi sento ben riposato durante il giorno? Di solito, la notte dormo senza alcun disturbo? Oppure, se mi sveglio, mi riaddormento facilmente? Riesco a stare sveglio durante il giorno senza addormentarmi involontariamente? Se la risposta è “sì” a tutte e tre le domande, probabilmente non dovete preoccuparvi del vostro sonno. E, se avete difficoltà a dormire, anziché comprare costosi filtri per la luce blu o sofisticati rilevatori del sonno, provate a parlare col vostro medico per assicurarvi che non ci siano patologie che necessitino di approfondimenti. Dopodiché, provate con le raccomandazioni basate sulle evidenze fornite dall’American Academy of Sleep Medicine. La cosa davvero bella è che esiste una terapia altamente efficace detta “terapia cognitivo-comportamentale per l’insonnia”, o CBT-I, che non implica l’uso di alcun farmaco. E ha una minima percentuale di insuccesso. 
